“Ma non parlate di eutanasia - ha detto Michele Tesserin, direttore sanitario dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove il neonato era ricoverato. “Il nostro sforzo - ha aggiunto il presidente del comitato di Bioetica dell’Usl numero 9 di Treviso, Camillo Barbisan - è quello di umanizzare l’inarrestabile processo del morire, tanto che in ospedale abbiamo individuato degli spazi in cui, in casi simili a quello del neonato, non solo i genitori, ma anche i nonni o i congiunti più stretti, possano accompagnare con il loro affetto gli ultimi istanti di vita del loro caro”.”
—da repubblica.it